Proprio in questo giorno di grande festa, festeggiamo anche il traguardo delle 2000 visite raggiunte! Tutto lo Staff di Amarcord '90 vi ringrazia per la fiducia e vi regala questo spot natalizio della Coca Cola...naturalmente stile 90ies!
giovedì 25 dicembre 2008
venerdì 19 dicembre 2008
Topolino e il Natale
Chi di voi non conosce "Il Canto di Natale di Topolino"?Questo cartone animato che risale al 1984, non è mai mancato sullo schermo della mia tv in periodo natalizio, a partire dalla mia prima infanzia, sino alle soglie dell'adolescenza.
Insieme all'albero, al presepe, ai canti di natale è uno di quelle cose che contibuivano a rendere speciale l'atmosfera natalizia. Davanti a questo cartone immaginavo i profumi dei dolci e dei cibi caratteristici, venivo scaldato dal tepore tenue del camino (che ahimè in casa mia non ho mai avuto), carpivo con occhi brillanti un insegnamento fondamentale: senza qualcuno con cui condividere, ogni ricchezza è ben poco.
La storia inizia quando il giorno della vigilia di natale Ebenezer Scrooge (Paperone), papero tanto ricco quanto avaro, arriva nel suo studio finanziario. Lì come ogni giorno lavora con il suo contabile Bob Cratchitt (Topolino) a cui dà un misero stipendio e che umilia e sfrutta costringendolo perfino a lavargli la biancheria spocrca. Bob chiede a Scrooge di poter aver una mezza giornata di permesso nel giorno di Natale, richiesta accettata dal vecchio a malincuore, poiché vedeva il Natale come un'inutile festa.
Nel frattempo il taccagno riceve la visita di suo nipote Fred (Paperino) che gli chiede cordialmente di partecipare alla sua festa di Natale, ma questi, irritato, declina l'offerta e lo caccia con rabbia.
La giornata di Scrooge finisce con un netto rifiuto di donare del denaro a favore dei poveri.
Tornato a casa, riceve la visita dello spirito del suo ex-socio morto Marley (Pippo) che gli racconta che i peccati fatti in terra per la sua taccagneria gli sono costati il dover trascinare per sempre delle pesanti catene, e che se Scrooge avesse continuato la sua vita da cuore di pietra questo destino sarebbe toccato anche a lui. Inoltre avvisa Scrooge che nella notte sarebbe stato visitato da tre spiriti... che avrebbero cambiato radicalmente la sua visione delle cose...
Il resto della trama, se non la conoscete, scopritelo da voi.
Per quel che riguarda me, passai così tutti gli anni '90 a guardare e riguardare (a volte anche in estate) questo cartone, godendomi la storia, i disegni e l'effetto unico del technicolor.
Confesso che vedere i bimbi di mia sorella seguire assorti questa favola mi ha fatto un certo effetto, e mi ha ricordato quanto poco basti a un bambino per sognare...
domenica 6 luglio 2008
Niente film per Friends
"No truth in the story". Con queste secche parole, Jayne Trotman, direttore pubblicitario di Warner UK, smentisce clamorosamente i rumors che si erano diffusi nel corso dell'ultima settimana (e che noi avevamo prontamente riportato) sulla possibilità di un seguito cinematografico per Friends.
Quindi niente, la storia di Ross, Rachel e compagnia si è fermata nel 2004, ufficialmente, definitivamente. Anche la portavoce di Matthew Perry ha rilasciato una dichiarazione che non lascia adito a fraintendimenti: "Nulla sta accadendo a questo proposito". Nothing di nothing.
Da un lato non possiamo fare a meno di considerare come il finale della serie avesse una sua perfezione che forse un seguito oggi avrebbe in qualche modo rovinato. Dall'altro, siamo decisamente dispiaciuti per questo colpo di scena, dopo che un po' tutti avevamo pregustato un ritorno in grande stile della combriccola del Central Perk.
Da un lato non possiamo fare a meno di considerare come il finale della serie avesse una sua perfezione che forse un seguito oggi avrebbe in qualche modo rovinato. Dall'altro, siamo decisamente dispiaciuti per questo colpo di scena, dopo che un po' tutti avevamo pregustato un ritorno in grande stile della combriccola del Central Perk.
giovedì 3 luglio 2008
mercoledì 2 luglio 2008
SuPeR MaRiO DrUm!
Chiudete gli occhi e ripensatevi davanti a una consolle! Poi riapriteli e guardate lo stile di questo batterista...
lunedì 30 giugno 2008
Le mie estati con il Festivalbar

Le mie estati degli anni ’90 iniziavano sempre nello stesso modo. O meglio. Ogni anno mi rendevo conto che stava iniziando l’estate allo stesso modo. E questo modo era la pubblicità del Festivalbar. Appena cominciavano a trasmetterla in televisione la mia allegria aumentava perchè la scuola stava per finire e per tre lunghi mesi non avrei fatto praticamente nulla. Le puntate scandivano poi le mie vacanze e l’ultima di luglio, prima dello stop di agosto, rappresentava un momento di tristezza perchè mi rendevo conto di quanto poco mancasse al rientro a scuola. Le finali di settembre erano poi il termine definitivo del divertimento perché si era già tutti tornati a studiare
A me il Festivalbar piaceva veramente tanto dal momento che gli artisti che si esibivano erano generalmente i miei preferiti amando io da sempre la musica pop. Ogni anno nasceva un nuovo tormentone come Mare, mare di Carboni, Uh la la la di Alexia (quando aveva ancora un minimo di dignità sebbene facesse della dance commercialissima), Tieni il tempo degli 883 (con le gambe e con le mani!) e Più bella cosa di Ramazzotti (alzi la mano chi non sa canticchiare almeno il ritornello a memoria). Le compilation erano un acquisto fisso e il dilemma se prendere la blu o la rossa era un problema non da poco quando mi trovavo davanti agli scaffali di Ricordi perchè ogni volta, ovviamente, metà delle canzoni che mi piacevano erano in una e metà nell’altra. I conduttori poi, a differenza di quello che è successo negli ultimi anni, duravano sempre più di una stagione e Federica Panicucci era diventata il mio mito perchè volevo i capelli lunghi come i suoi (piccola nota di costume che non centra molto e non interessa a nessuno ma adesso ditemi chi non si ricorda come fossero lunghi i suoi capelli).
Da piccola poi avevo un grandissimo dubbio su chi scegliesse il vincitore. Non capivo come funzionasse il meccanismo e l’assenza di una giuria mi turbava non poco. Ho poi scoperto quello che probabilmente voi sapete da sempre ovvero che il premio si basa su due criteri: numero di copie vendute e passaggi in radio del singolo. In ogni caso ogni anno speravo che facesse tappa a Bologna perchè trovavo bellissimo poter vedere così tanti cantanti esibirsi sul palco uno dopo l’altro pur pensando già allora che fosse molto triste il fatto che facessero tutti uso del playback. Purtroppo dalla mia città il Festivalbar non è mai passato e dubito che questa cosa possa succedere presto visto che quest’anno è stato cancellato per motivi di audience. Un altro pezzo della mia infanzia che se ne va.
A me il Festivalbar piaceva veramente tanto dal momento che gli artisti che si esibivano erano generalmente i miei preferiti amando io da sempre la musica pop. Ogni anno nasceva un nuovo tormentone come Mare, mare di Carboni, Uh la la la di Alexia (quando aveva ancora un minimo di dignità sebbene facesse della dance commercialissima), Tieni il tempo degli 883 (con le gambe e con le mani!) e Più bella cosa di Ramazzotti (alzi la mano chi non sa canticchiare almeno il ritornello a memoria). Le compilation erano un acquisto fisso e il dilemma se prendere la blu o la rossa era un problema non da poco quando mi trovavo davanti agli scaffali di Ricordi perchè ogni volta, ovviamente, metà delle canzoni che mi piacevano erano in una e metà nell’altra. I conduttori poi, a differenza di quello che è successo negli ultimi anni, duravano sempre più di una stagione e Federica Panicucci era diventata il mio mito perchè volevo i capelli lunghi come i suoi (piccola nota di costume che non centra molto e non interessa a nessuno ma adesso ditemi chi non si ricorda come fossero lunghi i suoi capelli).
Da piccola poi avevo un grandissimo dubbio su chi scegliesse il vincitore. Non capivo come funzionasse il meccanismo e l’assenza di una giuria mi turbava non poco. Ho poi scoperto quello che probabilmente voi sapete da sempre ovvero che il premio si basa su due criteri: numero di copie vendute e passaggi in radio del singolo. In ogni caso ogni anno speravo che facesse tappa a Bologna perchè trovavo bellissimo poter vedere così tanti cantanti esibirsi sul palco uno dopo l’altro pur pensando già allora che fosse molto triste il fatto che facessero tutti uso del playback. Purtroppo dalla mia città il Festivalbar non è mai passato e dubito che questa cosa possa succedere presto visto che quest’anno è stato cancellato per motivi di audience. Un altro pezzo della mia infanzia che se ne va.
martedì 24 giugno 2008
Elogio del Mattoncino (Lego)

Dunque. Si parla di me. E di piccoli pezzi di fantasia solida, i mattoncini,che hanno condizionato la mia infanzia. Chiunque potrebbe dire, "i Lego sono pezzi di plastica che si attaccano insieme. E poi?" E poi c'è che questi mattoncini hanno stimolato la mia mente, occupato le mie giornate.
Per un bambino, che data l'età ha ancora poche possibilità materiali di spaziare per il mondo, l'avere modo di contare su un supporto materiale per i propri viaggi, per le proprie avventure è qualcosa di importante. Per lo meno per me lo è stato. Fondamentale.E io questo facevo, costruivo supporti alle mie, o per meglio dire alle nostre, storie (raramente costruivo e giocavo da solo con i Lego). La Lego negli anni ha creato una sorta di gigantesca collezione di pezzi, e bastava essere in possesso di un paio di scatole (un castello, due bidoncini di mattoncini base, una stazione dei pompieri, una navicella...) per poterne trovare di adeguati ai propri disegni, alle proprie idee. Bastava rovesciare (con sommo gaudio dei genitori) il contenuto sul pavimento e cercare come un monaco Certosino tra i colori e le forme più particolari.
E così capitava di essere, un giorno l'ingegnere e corridore della moto in gara per il mondiale, o il droide di ultima generazione chiamato a sconfiggere i mostri invasori del pianeta. O il pirata del galeone che conquisterà i tesori dei sette mari... E' persino capitato che il monitor, la tower, il mouse e la tastiera del mio vecchio computer fossero troppo "univocamente determinati" da non essere riprodotti coi mattoncini, in scala 1:1 e con uno schermo vuoto da riempire con la mente.
Quei pezzi, un po' impolverati e sporchi di terra del mio giardino. Confrontare le proprie creazioni con l'amico-vicno di casa, attraverso un buco in una siepe.Usare da piccolo dei mattoncini grandi e colorati, che con l'aumentare dell'età diventano piccoli e particolareggiati. Seguire le istruzioni e provare la soddisfazione di essertelo sudato, conquistato il tuo giocattolo. E soprattutto la libertà di disfare e ricreare, cambiare ,adattare. Tutto questo è forse la costruzione più bella, ancora nitida, solida, nella mia memoria.

Un po' di link:
Catalogo lego
Storia dei Lego
Inventario completo delle scatole e dei pezzi LEGO
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